Il cannabidiolo miracoloso: CBD.

 

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Alla scoperta del Cannabidiolo CBD.

Il CBD è un cannabidiolo presente nella cannabis, composto non psicoattivo, ovvero non provoca alcun “high” sballo. Questo è stato accolto con particolare entusiasmo dal mondo scientifico e medico, ma le sue potenziali applicazioni sull’uomo sono ancora oggi in fase di studio. Grazie alle sue proprietà non psicoattive, questo cannabinoide è considerato sicuro e, ancora più importante, legale in tutto il mondo. Tuttavia, la stretta parentela con il THC (altro cannabidiolo) tende a mettere, erroneamente, sullo stesso piano questi due composti. Ma adesso che sappiamo che il CBD è sicuro e legale, quali sono le sue reali e potenziali applicazioni? Continua a leggere Il cannabidiolo miracoloso: CBD.

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Arriva SPEED Karm carmagnola selezionata di prima fascia.

Su Guidagreen.com arriva SPEED KARM

IMG_20180415_000614Guidagreen.com lancia un nuovo prodotto: SPEED KARM da 3g, infiorescenza di carmagnola selezionata di altissimo livello. Prodotto italiano 100%, la SPEED KARM prodotta dalla azienda agricola Natura Libera, sbarca sul mercato.

Infiorescenza di carmagnola selezionata, di primissima fascia, solo per intenditori. SPEED KARM colpisce ha primo impatto per il suo aroma intenso, superiore alla maggior parte delle infiorescenze presenti sul mercato. All’interno della confezione non vi sono semi e il prodotto è selezionato con cura.

Tutto questo lo rende un prodotto di altissimo livello da provare assolutamente.

Lo trovate su Guidagreen.com.

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Il 42% dei pazienti che usa prodotti con CBD, abbandona i farmaci tradizionali

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Dalla collaborazione tra HelloMD, una community statunitense col 150mila utenti che mette in contatto pazienti, medici, esperti e aziende sul tema della cannabis e Brightfield Group, una società di ricerca e analisi di mercato per le organizzazioni incentrate sull’industria della cannabis, è nato un importante studio che ha visto la raccolta dati di 2500 membri del gruppo sull’utilizzo del CBD in ambito terapeutico. Continua a leggere Il 42% dei pazienti che usa prodotti con CBD, abbandona i farmaci tradizionali

Guidagreen.com regala 3 €. Approfittane.

Guidagreen.com per il lancio della propria pagina facebook Cannabis Legale ha lanciato una promozione pazzesca, regala a tutti GLI UTENTI un buono di € 3,00 da spendere su

guidagreenGuidagreen.com su tutti i prodotti. Un occasione unica per provare l’infiorescenza di canapa sativa presente sul sito: Maple Leaf, Holy Weed Leaf e Special Karma.
Sicuramente da non perdere sono i coni hash da 2g risultato il miglior prodotto nel suo genere nel 2017 alla competizione canapa cup.

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Cosa aspetti approfitta della promozione.

La Cannabis Light legale cos’è, perché è legale?

Il fenomeno della Cannabis Legale o Canapa Light è di grande interesse e il motivo sta nella liberalizzazione della vendita, purché il valore del THC non superi lo 0,2%.

Cannabis Light. Cos’è e come la si colloca nell’ambito del mercato del consumo

La Cannabis Light non è un semplice passatempo. La Cannabis Light è legale se ha il THC inferiore allo 0,2% ed è permessa un’oscillazione fino allo 0,6%. Si sa infatti che le genetiche della Sativa da cui si trae la Light sono state ottenute con metodi agronomici innovativi basati su accurati studi botanici che hanno implicato molte ricerche internazionali protrattesi per quasi una ventina di anni con ampie sperimentazioni “sul campo”. In questo modo è stato possibile dare origine a varietà tanto depotenziate dal punto di vista degli effetti sulla psiche da non poter più essere considerate degli stupefacenti. Anche se c’è da specificarlo, non è la Cannabis in sé ad essere vietata, ma la presenza della sostanza psicotropa del THC (AKA Delta-9-tetraidrocannabinolo).

Possiamo stare tranquilli, non è un’erba da sballo, non è solo una moda, non è passaparola per alimentare il chiacchiericcio, ma allora, cos’è? La riposta non è univoca, noi però proveremo a darne una che cerchi di spiegare il valore di questo bene, che non sia associabile all’illegalità.

La cannabis legale e il CBD: un connubio casuale?

Il THC è solo uno dei circa cento cannabinoidi conosciuti della pianta ed ha un altro ospite illustre e altrettanto famoso il CBD (AKA Cannabidiolo). La ricerca sul Cannabidiolo è, in realtà, uno dei motori propulsivi che hanno spinto e sostenuto l’innovazione che ha portato alla nascita della Cannabis Light, la cui legalità può essere imputata anche alla possibilità di far arrivare sul mercato il CBD. I coltivatori infatti sono alla ricerca di varietà da cui estrarre molto CBD (genetiche cioè con molto CBD senza quasi THC) da convertire in oli o in altri preparati per la sua somministrazione come le pomate, le cere, ecc. La Cannabis Light è un progetto a scopo soprattutto terapeutico. Il CBD è sotto accurata indagine da parte della ricerca medica che gli riconosce grandi doti come dimostra il sito governativo americano il US National Library of Medicine National Institutes of Health su cui sono pubblicati tutti i risultati, molti dei quali ancora poco esplorati e sconosciuti nel bel paese.
Di fatto, le Cannabis Light Legali che si possono acquistare sono di due tipi: quelle a basso contenuto di CBD mescolate persino con i semi, oppure quelle ricche di CBD. Oltre alla tipica profumazione e fragranza, grazie al Cannabidiolo, regalano tranquillità e senso di benessere. La nota amara è che sebbene vi siano molti studi e ricerche internazionali che avvallano l’esistenza degli effetti benefici del CBD per l’uomo, questo non è sufficiente a dimostrare che sia veramente utile.

Alaska: tutto pronto per la legalizzazione della canapa industriale

(c) Ambience Photography 2011

La legge per legalizzare la coltivazione di canapa industriale è stata approvata di recente: ora manca solo la firma del Governatore Bill Wolker per l’ufficialità. L’Alaska diventerebbe in questo modo il 35esimo stato USA a permetterne la coltivazione.

Una volta che la legge sarà effettiva gli agricoltori interessati dovranno registrarsi a livello statale per poter iniziare le coltivazioni nell’ambito di un progetto pilota nazionale. La senatrice Shelley Hughes, che ha proposto la legge, ha spiegato di aver ricevuto decine di lettere dai coltivatori del Paese che chiedevano di poterla coltivare.
Secondo una nota fiscale allegata alla misura, il Dipartimento delle risorse naturali si aspetta che circa 25 aziende agricole registrino per coltivare canapa industriale a partire dal 2019. Il Dipartimento sta cercando 10mila dollari per redigere regolamenti in collaborazione con il Dipartimento di Giustizia.

Nel paese in cui è già legale la vendita di cannabis anche a livello ricreativo, sarà dunque liberata anche la canapa industriale, con varietà che non superino lo 0,3% di THC.
Intanto i membri del Congresso degli Stati Uniti hanno introdotto due progetti di legge per cercare di dare maggiore sicurezza ai ricercatori ed agli imprenditori della canapa americana: la legge sulla canapa industriale del 2017 ed una legge sulle banche correlata alla coltivazione di questa pianta.

La prima legge propone di differenziare la canapa industriale dalla marijuana e quindi sottrarla alla regolamentazione federale delle sostanze controllate, misura che secondo gli esperti di settore sarebbe cruciale per gli imprenditori di settore che vogliono vendere prodotti derivati dalla canapa. Quella sulle banche ha invece lo scopo di garantire che le istituzioni finanziarie possano fornire i loro servizi alle imprese connesse alla canapa industriale, cosa che oggi non avviene.

La definizione federale della marijuana comprende anche la cannabis sativa, che secondo Lawrence B. Smart, professore di orticoltura presso la Cornell University, include anche la coltivazione di canapa industriale. “L’hanno classificata nella stessa categoria di droghe come l’eroina, il che per me non ha senso”, ha sottolineato di recente.

Il farm bill del 2014, una legge sull’agricoltura americana, ha concesso ai singoli Stati la possibilità di consentire la ricerca industriale sulla canapa, ma si tratta di una misura temporanea, che ha bisogno di essere rinnovata e che potrebbe essere cambiata nel 2019.  “Abbiamo bisogno di politiche stabili“, ha invece sottolineato un imprenditore del settore di New York, Marc P. Privitera, “perché per ora non c’è chiarezza”.

Redazione di canapaindustriale.it

Costruire con la canapa: il convegno internazionale di Canapalea.

Ccanapalea.jpgANAPALEA (dal latino paglia di canapa) è un progetto finanziato dalla Comunità Europea finalizzato alla diffusione dell’uso della canapa nel mondo delle costruzioni attraverso la formazione ed informazione degli interlocutori politici, tecnici e professionali. A questo progetto partecipano 9 partner internazionali facenti capo a 4 paesi: Francia, Italia, Spagna, Belgio.

Si sta svolgendo nell’arco temporale di 36 mesi e si concluderà nel 2018. Per l’Italia il referente è l’ANAB (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica), che per prima ha portato questo tipo di tecnologia in Italia con la realizzazione della prima casa in canapa, ed i responsabili del progetto sono Olver Zaccanti ed Alessandro Beber.

Nell’ambito del progetto è stato organizzato un convegno di divulgazione ed approfondimento tecnico a partecipazione gratuita, previsto per il giorno 16 febbraio 2018, a Roma, presso l’Università degli Studi Roma 3. Canapaindustriale.it è media partner dell’evento e pubblicherà articoli ed aggiornamenti sul progetto.

Fonte: http://www.dolcevitaonline.it/costruire-con-la-canapa-il-convegno-internazionale-di-canapalea/